
Carissimi tutti,
Vi aggiorno un po’ su quello che è successo in questi giorni riguardo i bambini di strada a Kampala.
Come sapete, nel gruppo di “returnees” di settembre 2009 c’erano 5 bambini (Ikolong, Lokure, Nawii, Ichumar e Amariae) completamente soli, i quali - abbandonati dalle mamme quando la polizia raccoglieva i bambini dalle strade per riportarli in Karamoja - erano stati temporaneamente affidati alle cure delle Suore di Madre Teresa di Moroto.
Nel corso di questi mesi sono riuscita a rintracciare i nonni di due di questi bambini e a riportarli a casa, supportandoli con cibo e materiale scolastico. Ma per gli altri tre era impossibile avere informazioni, o perché troppo piccoli per parlare (Lokure), o perché si rifiutavano di farlo (Ichumar).
Allora, nel corso del tempo ho maturato la decisione di andare a Kampala nei quartieri dove solitamente si raggruppa la comunità Karimojong (principalmente Kiseny e Katwe) e iniziare le ricerche. Molto scettica sono partita per la capitale, accompagnata da due social workers Karimojong.
Lunedì 15 marzo, sotto consiglio di Giorgio (Giorgio Lappo, rappresentante di C&S in Uganda, ndr), sono andata a far visita ai Missionari dei Poveri in Kiseny, ci siamo confrontati sulle nostre esperienze e finalmente ho lasciato a Brother Prem le foto dei bambini abbandonati. Contemporaneamente i social workers sono andati in giro per le strade di Kampala a monitorare e raccogliere informazioni sulla vita dei migranti Karimojong a Kampala e sulle ragioni dell’abbandono del Karamoja.
Non potete crederci, ma solo 2 giorni dopo, mercoledì 17, ricevo una telefonata da Brother Prem, il quale mi comunica di aver trovato le mamme dei bambini. Dopo un colloquio, queste signore hanno manifestato il desiderio di ritornare a casa, in Karamoja; così Giorgio ed io abbiamo cercato di trovare il modo di organizzare il trasporto, cosa non facile considerando che ogni donna aveva con sé 3-4 bambini, valigie, sacchi e altro.
26 persone, 13 adulti e 13 bambini sono partiti il 19 marzo da Kampala scortati da Solomon (Solomon Mugisa, autista, ndr), che si e’ preso cura di loro lungo tutto il viaggio, e sono arrivati a Moroto alle 23:30 con un minibus affittato per l’occasione. Con la collaborazione e la disponibilità di Roberto (Roberto Capasso, responsabile Centro giovanile don Vittorio di Moroto, ndr), abbiamo allestito la sala giochi con letti e coperte, Juliana (Juliana Apio responsabile della casa del Movimento a Moroto, ndr) ha poi chiamato una cuoca per preparare il cibo.
Il giorno successivo, sabato 20, abbiamo registrato e intervistato le donne e i bambini, dato supporto psicologico là dove necessario e poi organizzato attività ricreative per i bambini.
Le mamme dei bambini affidati alle Suore della Carità sono state portate nel compound delle suore per un primo incontro con i loro figli (molto interessante e commovente). Il Probation Officer e la Polizia (Child Family Protection Unit), costantemente informati del susseguirsi degli eventi, non hanno fatto visita a queste persone durante tutto il giorno.
Domenica, con la collaborazione di 3 autisti, abbiamo riportato a casa tutti!!! Il prossimo passo sarà far visita a ciascuno di loro, verificare come vanno le cose e se c’è qualche possibilità di intervento, come sensibilizzare e supportare i genitori nell’inviare i bambini a scuola.
Stiamo ancora ospitando qui una signora con due bambini, in quanto uno di essi - morso da un cane - necessita delle cure particolari fino a domani 23 marzo. Dopodomani potranno tornare a Namalu, dove vivevano prima di migrare a Kampala.
Questa è in fondo una bella storia, abbiamo avuto successo in una situazione complicata grazie alla collaborazione di più persone.
Pierangela Cantini - Responsabile del progetto di Child protection
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