18 Aug, 2025
Nel cuore di Moroto, c’è un campo di calcio che negli ultimi giorni è diventato teatro di entusiasmo, sogni e amicizia. Qui, la squadra DON FC porta avanti un percorso che va ben oltre lo sport: è una storia di giovani vite che crescono, imparano e si aprono alla speranza. Quest’anno, come già in passato, la squadra DON FC del Centro Giovani don Vittorione ha preso parte al Moroto Uhuru Cup Tournament, uno degli eventi più attesi nella regione: la formazione, composta da 25 ragazzi tra i 15 e i 20 anni, quest’anno ha accolto un giovane in servizio Civile Alessandro Pedroni che si è unito agli allenamenti e ha indossato la maglia in gara.
Il percorso nel torneo
I primi passi nel torneo sono stati incoraggianti:
Con 9 punti e il primo posto in classifica su 10 squadre, DON FC ha già conquistato l’accesso ai quarti di finale, pur avendo ancora 5 partite da disputare nella fase preliminare.
Oltre il risultato: il Centro Giovani Don Vittorione
Dietro i numeri c’è un’anima, ed è quella del Don Vittorio Youth Centre. Fondato negli anni Novanta da don Vittorione e portato avanti negli anni da Africa Mission Cooperazione e Sviluppo, il Centro è molto più di un luogo: è casa, scuola e famiglia per centinaia di ragazzi della Karamoja. Il Centro è parte integrante del ''Community Development Centre don Vittorione'' e offre attività sportive, teatrali, culturali e momenti di formazione umana e spirituale, oltre a corsi di formazione professionale informale. Il suo scopo è chiaro: tenere i giovani lontani dalla strada, prevenire comportamenti rischiosi come l’abbandono scolastico o l’abuso di sostanze, promuovere valori cristiani come la fraternità, il rispetto e la pace e infine aiutare i giovani ad affrontare le sfide che il futuro presenta. Il calcio, in questo contesto, non è solo un gioco: è una palestra di vita dove si impara la disciplina, si cresce come squadra e si scopre che il vero successo è quello condiviso.
Risultati e sfide
In questa nuova sfida dell’UHURU CUP 2025, i traguardi non mancano:
Ma restano sfide concrete, come la mancanza di scarpe da gioco adeguate, un ostacolo che non spegne l’entusiasmo ma chiede il sostegno di chi crede in questo progetto.
Più che una squadra
Vedere questi ragazzi giocare significa assistere a un piccolo miracolo quotidiano: in un campo polveroso si incontrano amicizie, si coltivano sogni e si costruisce pace.
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