1 apr, 2026

Una riflessione in vista della Pasqua... e un avviso

Riportiamo una riflessione del nostro presidente di Africa Mission don Maurizio Noberini in vista della Pasqua. Ricordiamo anche che la sede di Piacenza sarà chiusa da giovedì 2 a lunedì 6 aprile. Si riparte martedì 7.

 

''Alcune considerazioni a margine di quello che ci offre la scena di questo nostro mondo.

 

PANEM ET CIRCENSES

Leggo: ''Gli stadi sempre più pieni e le Chiese sempre più vuote''. È un buon segnale? Certamente è un dato da raccogliere. Fa impressione vedere teatri e stadi, ristoranti e pizzerie sempre pieni. La gente vuole mangiare bene e divertirsi. La vita è così zeppa di corse e di fatiche che, appena è possibile, è salutare evadere, svagarsi e premiarsi. Giusto. A condizione che questo nuovo stile di vita, impossibile alle generazioni passate, non escluda e mortifichi l’interesse per i valori superiori, cioè per i beni più necessari: la cura di sé, le relazioni, la solidarietà, la compassione, la non violenza, l’amore, la giustizia, il rispetto, la fede… Non ci basta soddisfare i bisogni primari, per essere felici! Attenzione, c’è sempre chi vuole convincerci del contrario, per tenerci sottomessi, per avere il nostro consenso e ridurci alla condizione di clienti consumatori.

Lo dice bene in due parole, diventate proverbiali, il poeta latino Giovenale: ''Panem et circenses'', pane e spettacoli circensi, offri cibo e divertimento se vuoi avere in pugno il popolo, senza rispetto per nessuno.

Funziona ancora così?

 

CREDENTI O DROGATI

Un’altra espressione che qualche tempo fa era in auge, per definire la modernità, suonava così: ''Non c’è più religione!'' In un certo senso è proprio vero e lo dicono ormai tutti, di fronte alla secolarizzazione imperante. Da una società cristiana, dalla cristianità, siamo passati alla comunità dei discepoli, alla minoranza dei credenti, anche se rimane, almeno in Italia, una maggioranza di battezzati. Questo fenomeno, per certi versi doloroso, non è di per sé solo negativo, anzi può essere vissuto come un processo di purificazione, per passare dai semplici praticanti ai convinti credenti, dalla religione alla fede.

Ricordiamo che in passato c’è chi ha denunciato la religione come ''oppio del popolo'', cogliendo nel segno una deriva sempre in agguato. Potremmo sintetizzare così questo pericolo: credenti o drogati, dando un significato molto ampio ai due termini. Per riempire un vuoto esistenziale e lenire il mal di vivere, è possibile ricorrere a tanti surrogati che diventano poi dipendenze, di ogni tipo. La fede è un valore alto, che può davvero sostenere ogni prova dell’umana esistenza, nel rispetto di ogni tradizione.

 

DOV’È FINITO IL RISPETTO?

Quando il nostro ego è al centro dell’universo, tutto diventa possibile, purtroppo anche la prevaricazione e la violenza. Ad arginare le pretese del nostro ego, provvedono i valori che sono scritti nella nostra natura e cultura, primo fra tutti il rispetto. ''Sentimento e atteggiamento di riguardo, di stima e deferenza, devota e spesso affettuosa, verso una persona''. Così la Treccani. Ma non solo verso le persone: il rispetto si deve innanzitutto a sé stessi e al creato.

Che cosa ci è dato di vedere al riguardo? Popoli in guerra, distruzione del pianeta, dibattiti violenti tra fazioni, violenze domestiche, femminicidi, ostilità verso altre culture … non da parte di tutti. Il bene non fa rumore.

La nostra storia si colloca apertamente dalla parte degli ultimi, di chi subisce le tragiche conseguenze del colonialismo e dell’ingiustizia.

Celebrando la nascita di don Vittorio, siamo invitati a mettere in risalto il valore di ogni vita e ad avere rispetto per ogni creatura''.

 

 

Da parte dei nostri presidenti don Maurizio Noberini e Carlo Antonello e di tutti i collaboratori del Movimento, tanti auguri per una serena Pasqua di pace!

Africa Mission