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Un po' di storia. I primi passi |
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Nel 1972, quando iniziarono i viaggi in
Uganda e in altre nazioni limitrofe
dell’Africa orientale, nessuno avrebbe
immaginato che da quell’esordio potesse
sorgere, in aiuto alle missioni
cattoliche, un Movimento che oggi può
vantare oltre 30 anni di vita.
Era inverno, quando Vittorio Pastori,
insieme ad altre persone, partì alla
volta dell’Uganda per visitare due
Vescovi amici di mons. Enrico
Manfredini, all’epoca alla guida
della Diocesi di Piacenza-Bobbio: mons.
Cipriano Kihangire a Gulu e mons. Cesare
Asili a Lira. Da quel viaggio nacque,
nel cuore di Vittorione, l’idea di
un’associazione che convogliasse gruppi
di persone presso le Missioni, perché si
rendessero conto del lavoro e della vita
dei Missionari.
Con la sua tenacia, il coraggio e una
fede indistruttibile, Vittorio Pastori
guidò Africa Mission sino alla
sua morte, avvenuta il 2 settembre 1994.
Per comprendere l’originalità di questo
progetto, occorre chiamare in causa il
Vescovo di Piacenza, mons. Manfredini,
di cui Vittorione era segretario
amministrativo. Se quest’ultimo vi aveva
messo il cuore, proporzionato alla sua
eccezionale mole, mons. Manfredini portò
il contributo del suo amore per la
Chiesa, unito alla volontà di attuare i
decreti del Concilio Vaticano II. Egli
pensava infatti a una fraternità di
laici cristiani, che sapessero
assumersi, con maturità di fede, la loro
responsabilità in un cammino di
comunione ecclesiale finalizzato a
realizzare l’universale vocazione alla
santità.
Sin dalla sua costituzione, Africa
Mission ha scelto di essere presente fra
le comunità africane – e in particolar
modo in Uganda – per la promozione dello
sviluppo, il sostegno ai missionari, al
clero locale e alle organizzazioni
laiche.
Dal 1984, attraverso il braccio
operativo della ONG Cooperazione e
Sviluppo, vengono portati avanti
progetti sul campo con l’impiego di
personale e mezzi specializzati, ma vi è
una parte importantissima della nostra
attività che non può essere inquadrata
in uno schema: si tratta di tutte le
iniziative che si concretizzano nel dare
accoglienza presso le nostre case,
prestare attenzione all’altro,
dimostrare – nei fatti e con i piccoli
grandi gesti di ogni giorno – la
disponibilità dei nostri volontari,
delle nostre risorse e strutture.
Non sai chi busserà alla tua porta, né
quale gioia o dolore si porta nel cuore.
Non sai se potrai aiutarlo
concretamente, se potrai dargli la
felicità fugace e intensa di bere un
bicchiere d’acqua, se non potrai far
altro che concedergli un po’ del tuo
tempo per ascoltare la sua storia.
Qualunque sia l’intervento che ti sarà
richiesto, è comunque un grande
intervento, perché è segno non solo di
generosità personale ma della dedizione
di quella casa ha creato, di chi ha
lavorato per mantenerla operativa e di
quanti, con il loro impegno, permettono
che sia tuttora aperta. |
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