Ti abbiamo già parlato di Ioype? Pensiamo di sì. Ma ti rinfreschiamo la memoria. Si tratta di quel progetto grazie al quale oltre 2.400 giovani del Karamoja in Uganda hanno nuove opportunità di formazione, lavoro e partecipazione civica.
Cosa significa Ioype?
È l’acronimo di ''Increasing Opportunities for Youth Participation and Empowerment'': il progetto è promosso da AMCS insieme a Dan Church Aid (DCA) e Arid Land Development Programme (ADP) con il sostegno dell’Unione Europea e di DANIDA.
Avviato nel 2023 nei cinque distretti di Moroto, Napak, Nabilatuk, Nakapiripirit e Amudat, ha come obiettivi la formazione di 2.430 giovani più vulnerabili (16-30 anni; 55% ragazze, 45% ragazzi) con competenze professionali e tecniche; la promozione del lavoro dignitoso, anche attraverso le tecnologie verdi e pratiche rispettose dell’ambiente; il sostegno al protagonismo giovanile nei processi decisionali, di governance e nelle iniziative di advocacy locale.
Quali attività ha riguardato?
- Formazione professionale con 1.350 giovani che hanno frequentato corsi pratici in diversi mestieri (agricoltura, edilizia, falegnameria, ristorazione, sartoria, riparazioni elettroniche), con un’attenzione particolare alle tecnologie verdi. Nei ''learning centres'' i giovani sono stati formati su pratiche di green economy: produzione di biogas con materiali locali, creazione di vivai per la riforestazione, tecniche di agricoltura intelligente rispetto al clima, riciclo della plastica in prodotti riutilizzabili (borse, assorbenti lavabili).
855 giovani hanno avviato attività imprenditoriali basate su tecnologie verdi (orti comunitari, vivai per riforestazione, gestione dei rifiuti, energia rinnovabile), mentre 600 hanno integrato le competenze acquisite nelle proprie attività, generando reddito stabile.
- Advocacy e governance: 1.080 giovani, riuniti in 54 gruppi, hanno ricevuto formazione su diritti, rappresentanza e partecipazione politica. Le attività hanno incluso campagne di sensibilizzazione ambientale, dialogo con le autorità locali e iniziative comunitarie. I gruppi giovanili hanno contribuito a nuove regole comunitarie per ridurre la deforestazione e promuovere la raccolta differenziata. Si è rafforzata la consapevolezza ambientale con azioni concrete: piantumazioni, campagne contro il taglio indiscriminato di alberi e contro il lavoro minorile. Le iniziative di advocacy hanno portato i giovani a essere inclusi nei processi decisionali locali e in programmi governativi di sostegno (EMYOGA, PDM, YLP).
- Supporto alle imprese giovanili: i gruppi formati hanno ricevuto kit di avviamento al lavoro e strumenti di risparmio collettivo (VSLA), che consentono di investire in piccole attività economiche sostenibili. Il progetto ha posto particolare attenzione ai gruppi più vulnerabili: ragazze madri, orfani, giovani con disabilità, ex bambini di strada ed ex guerrieri. Il 55% dei beneficiari è costituito da donne, incoraggiate a partecipare anche a corsi tradizionalmente maschili come edilizia e meccanica. Sono stati organizzati gruppi di discussione dedicati alle ragazze per favorire l’inclusione e la scelta di mestieri non convenzionali. Sono stati coinvolti mentori religiosi e comunitari per supporto psicologico, rafforzamento dell’autostima e contrasto a pratiche culturali dannose.
I risultati?
- Grazie a questo progetto alcuni ex guerrieri karimojong sono stati reinseriti nella comunità dopo avere frequentato i corsi di meccanica e agricoltura.
- Sono nate alcune cooperative femminili che producono abiti e borse riciclate.
- Un gruppo di giovani agricoltori ha avviato vivai per la riforestazione.
«Se abbiamo imparato a costruire con le nostre mani, possiamo anche costruire il nostro futuro» ci ha detto uno dei ragazzi partecipanti.