GMG IN KARAMOJA: "ANDATE E FATE DISCEPOLI TUTTI I POPOLI!"

Da venerdì 26 a domenica 28 luglio si è tenuta a Moroto, nella poverissima regione del Karamoja, l’esperienza grande e intensa della GMG 2013, riflettendo sul tema che in lingua Karimojong si scrive: “Toloto kituruwosi ngitungaangakwapin daadang kgikaswomak kang”.

Venerdì 26 ha preso avvio anche nella città di Moroto l’esperienza grande e intensa della GMG 2013.
300 giovani karimojong provenienti in modo particolare dai villaggi della savana intorno alla città di Moroto, insieme a 10 giovani italiani provenienti da Padova e ai collaboratori e volontari di Africa Mission Cooperazione e Sviluppo presenti presso la sede ugandese del nostro Movimento, hanno iniziato, insieme, un percorso che li ha portati a riflettere, pregare e soprattutto a prendere impegni con se stessi e con Dio, per diventare cristiani più radicati nella fede e coerenti nella vita quotidiana.
Un percorso di fede che, in una regione come quella del Karamoja, una delle più povere e dimenticate del mondo, dove un milione di pastori seminomadi vive, anzi sopravvive, con meno di un dollaro al giorno, assume davvero un significato particolare e ricco di Speranza.

Già dalle 8,00 di mattina, i giovani di Moroto e dei villaggi limitrofi affollavano i cancelli del Centro Giovani don Vittorio. Lo staff del Centro Giovani, dopo aver registrato i partecipanti e distribuito loro magliette e cappellini colorati con la scritta ufficiale della GMG, ha raccolto i giovani in assemblea per comunicare il programma delle attività della giornata: via Crucis; colazione; condivisione esperienze; pranzo; seminario di preparazione alla GMG e chiusura.
Particolarmente suggestiva e’ stata la Via Crucis per le strade della città di Moroto, guidata dal Parroco P. Michael Lubega, dove i giovani hanno portano la croce per tutto il percorso. Tappe fondamentali della vai Crucis la prigione di Moroto, dove si e’ pregato per e con i carcerati; poi i quartieri più poveri della città: il centro delle Suore di Madre Teresa di Calcutta, dove con le sorelle si è pregato affidando a Dio gli orfani e poi all’ospedale di Moroto, dove la preghiera è stata un segno di speranza per gli ammalati.
Di ritorno, dopo la colazione preparata dallo staff del Centro, i giovani hanno riflettuto insieme agli animatori della parrocchia e del Centro Giovani, sulla storia delle GMG, sull’importanza che i giovani hanno nella società moderna sul senso e il significato di quel gesto di portare la Croce per le vie della città e sul loro ruolo per l’evangelizzazione e la testimonianza concreta di vita secondo gli insegnamenti di Gesù.
E’ stato infatti letto e tradotto il messaggio del Papa Benedetto XVI in preparazione della GMG 2013. Una frase tratta dal messaggio dice: “Nulla – né le difficoltà, né le incomprensioni – vi faccia rinunciare a portare il Vangelo di Cristo nei luoghi in cui vi trovate: ognuno di voi è prezioso nel grande mosaico dell’evangelizzazione!”
Ma è possibile che questo messaggio di speranza possa trovare terreno fertile nel cuore di giovani così provati dalla vita? Risponde don Sandro De Angeli, assistente spirituale del Movimento di Vittorione: “Davvero Cristo Gesù può essere la speranza anche per i giovani Karimojong. Quella Karimojong è una Chiesa che non ha paura di vivere una fede segnata dalla fatica e capace di sostare in adorazione di fronte al Signore. Una Chiesa giovane, che proprio nelle difficoltà, sperimenta ogni giorno che la fede in Cristo Gesù anche qui dà senso alla vita dei giovani”.
Alla fine della giornata ai ragazzi è stato chiesto di tornare alle loro case in silenzio, come atteggiamento positivo di predisposizione all’ascolto. Il silenzio è stato rotto sabato mattina con il primo canto di apertura della Messa.

GMG: sabato 27. Secondo giorno dedicato alla preghiera e riflessione di gruppo e personale.
Padre Nicolas di Naoi ha celebrato la messa tra i canti dei 300 partecipanti ricordando loro l’importanza di sentirsi uniti con la Chiesa universale. Durante l’omelia P. Nicolas ha chiesto: “cosa hanno di tanto speciale i giovani da essere invitati dal Papa stesso? Cosa li rende diversi da tutti gli altri? Il coraggio di rischiare! La forza della gioventù! L’ansia di Dio! La volontà di cambiare! E, notate: anche Gesù era un giovane!”
Prima della conclusione della Messa, i giovani hanno invocato con il canto lo Spirito Santo affinché ispiri gli educatori e renda fertili i cuori dei giovani ed una speciale benedizione per Africa Mission – Cooperazione e Sviluppo che ha reso possibile questo momento di condivisione e di unione: anche i giovani di Moroto sono giovani del mondo!
Dopo la colazione, un seminarista ha guidato la riflessione sull’essere missionari. Il missionario è colui che va verso l’altro, che ha fiducia nell’umanità e che, avendo conosciuto la gioia di Cristo, non può tenersela come tesoro geloso ma sente il bisogno di condividerla. Si può essere missionari senza uscire dalle proprie case, senza andare in terre lontane, senza essere ricchi di mezzi materiali, purché ci sia stato un incontro profondo con Cristo.
Momento importante è stata l’adorazione in Cattedrale: due ore per ringraziare Dio per il dono della vita, della gioventù e della fede e per chiedere la forza di andare contro corrente, di annunciare con i fatti che Dio ha salvato il mondo passando dalla violenza all’amore, dalla morte alla vita!
Un’ora è stata dedicata anche alla visione in diretta, via satellite, della GMG a Rio: pellegrini da tutto il mondo, di tutte le razze e colori a testimoniare che è possibile stare insieme, che il messaggio di Gesù non è qualcosa di vecchio e l’ansia di verità dei giovani è ancora qualcosa di urgente ed è lo stesso in tutte le regioni, anche in Karamoja.
Gli educatori del Centro Giovani hanno invitato i ragazzi alla giornata successiva, che é stata dedicata alla gioia: celebrazione della Messa, collegamento con Rio e spettacoli e danze sul tema della GMG.

GMG domenica 28. Si è conclusa con successo anche la terza giornata dedicata ai giovani.
La messa è iniziata alle 8,30 con il saluto di Padre Lokiru alla gioventù di Moroto, promessa di guida per la nuova società Karimojong che si sta formando. Richiamando i problemi attuali, legati alla violenza soprattutto su donne e bambini, P. Lokiru ha invitato i giovani a stabilire vere relazioni di amicizia la quale richiede due virtù: perseveranza e fiducia, le stesse virtù che ha esercitato Gesù con i suoi discepoli. La necessità quindi di pregare con perseveranza e non occasionalmente, perché la preghiera ha il potere di fare miracoli, la preghiera ha cambiato la vita di Gesu’ stesso.
Dopo il pranzo, il primo pomeriggio e’ stato dedicato alla preparazione dei gruppi dei vari villaggi ai quali era stato chiesto di presentare uno spettacolo, una danza o una canzone in relazione al tema della GMG. Le esibizioni sono iniziate alle 15,30; particolarmente significativa la presenza del gruppo di ex guerrieri che ha preparato danze tradizionali, dichiarando di voler ballare non per prepararsi ad una razzia ma per ringraziare Dio del dono della vita e per chiedere perdono per i loro precedenti comportamenti violenti.
Anche il gruppo di ragazzi italiani si è esibito davanti a 300 giovani: “Ti ringrazio, oh mio Signore, non ho più paura”, il canto presentato al Centro Giovani, coinvolgendo bambini e ragazzi in un gioioso ballo comune.
A conclusione della giornata, la responsabile del Centro Giovani, Pierangela Cantini, e il coordinatore di Moroto, Federico Soranzo, hanno ringraziato i giovani per l’attiva partecipazione, per la collaborazione e la fiducia che dimostrano nei confronti di Africa Mission – Cooperazione e Sviluppo e delle attività proposte. L’appuntamento finale è per domenica 4 agosto, per riflettere sul messaggio del Papa ai Giovani di tutto il mondo.