29 giu, 2026
Per produrre un hamburger servono circa 2400 litri d’acqua. Per realizzare un paio di jeans ne occorrono quasi 8 mila. Una doccia? Vale 20 litri.
Ogni volta che apriamo un rubinetto nelle nostre case, compiamo un gesto che in Uganda, dove Africa Mission Cooperation and Development Ets opera da oltre 50 anni, resta un miraggio.
Parte da qui la mostra ''Acqua a km zero. Come un pozzo cambia una comunità'' che il Movimento fondato da don Vittorione Pastori ha realizzato e che è stata inaugurata a Piacenza sabato 27 giugno alle 11 nella basilica di Sant’Antonino. L’esposizione resterà visitabile fino al 2 agosto.
''Acqua a km zero'' vuole tracciare un percorso che si muove fra il consumo idrico che contraddistingue la realtà occidentale – dove quotidianamente ognuno di noi utilizza dai 150 ai 250 litri al giorno per bere, lavarsi e cucinare – e la lotta per ogni goccia con cui l’Uganda e in particolare la regione del Karamoja si misura ogni giorno.
Qui da 54 anni opera Africa Mission, attiva fin dall’inizio nella perforazione e riabilitazione dei pozzi: in questa regione, un singolo pozzo a pompa manuale serve mediamente 1.000 persone, con picchi che sfiorano le 2.000 unità. L'approvvigionamento diventa una prova di resistenza destinata soprattutto a donne e bambini.
Arricchita da immagini e testimonianze (anche video visibili attraverso gli appositi QR-Code), la mostra mette sotto i riflettori le difficoltà della popolazione costretta a camminare per almeno sei chilometri con taniche da 20 litri per approvvigionarsi di acqua o a bere dalle pozzanghere; nel contempo però i pannelli mostrano anche l’iter per la realizzazione di un pozzo a partire dall’incontro con le comunità, i festeggiamenti che si accompagnano alla perforazione, i cambiamenti positivi che si determinano nei villaggi.
Una nota – e un pannello – a parte lo merita la campagna ''30 pozzi per 30 scuole'' promossa dal Movimento nell’anno del centenario della nascita di don Vittorione per dotare alcune scuole del Karamoja di un pozzo e garantire così il diritto allo studio e alla salute dei ragazzi. Per info e sostenere la campagna leggi qui