14 mag, 2025
C’è un filo invisibile ma fortissimo che unisce comunità lontane migliaia di chilometri: è il filo della solidarietà concreta, fatta di gesti quotidiani, impegno costante e risultati tangibili.
È questo il cuore del progetto ''Intervento integrato per accrescere la sicurezza alimentare in Uganda'', realizzato nel 2024 da Africa Mission Cooperazione e Sviluppo con il sostegno del Comune di Bolzano, del Gruppo ''Piacentini per Africa Mission'' e di centinaia di donatori e volontari italiani: un progetto che non si limita ad aiutare, ma vuole costruire autonomia, dignità e prospettive di futuro.
Un impegno che parte da lontano
Da oltre quarant’anni, la Raccolta Viveri ''Don Vittorione'' rappresenta uno degli esempi più autentici di partecipazione solidale. Ogni anno, cittadini, associazioni e realtà locali si mobilitano per raccogliere beni essenziali destinati alle comunità più fragili dell’Uganda.
Quello che potrebbe sembrare un semplice gesto – donare un pacco di pasta, una scatola di legumi o materiale scolastico – si trasforma, una volta arrivato a destinazione, in un aiuto concreto e immediato per migliaia di persone.
Nel 2024, grazie a questo impegno collettivo, sono state sostenute 27 realtà locali ugandesi, con 30 interventi di distribuzione che hanno raggiunto 3.568 beneficiari: bambini, famiglie, studenti, persone con disabilità e detenuti.
Numeri che raccontano una realtà precisa: il contributo dei donatori italiani non solo arriva a destinazione, ma produce un impatto diretto e misurabile.
Rispondere ai bisogni più urgenti
In Uganda, dove ampie fasce della popolazione vivono ancora in condizioni di forte vulnerabilità, l’accesso al cibo, all’istruzione e ai servizi di base non è scontato.
Il progetto ha risposto a queste necessità attraverso il programma ''Case Aperte'', sostenendo una rete articolata di organizzazioni locali: congregazioni religiose, associazioni, strutture comunitarie. Una scelta strategica, che punta a rafforzare chi già opera sul territorio e conosce in profondità i bisogni delle persone.
Gli aiuti distribuiti – generi alimentari, prodotti per l’igiene, materiale scolastico – hanno migliorato le condizioni di vita quotidiana di migliaia di persone. Ma il valore più importante va oltre il supporto materiale: è il rafforzamento di una rete sociale capace di prendersi cura dei più fragili in modo continuativo.
Non solo aiuti: costruire autonomia
Accanto all’emergenza, il progetto ha investito in modo deciso sul futuro. Il secondo grande asse di intervento ha riguardato il Training Centre di Alito, nel nord dell’Uganda: un centro di formazione agricola che rappresenta una vera opportunità di riscatto per centinaia di giovani.
Nel 2024, il centro ha coinvolto 366 partecipanti in percorsi formativi pratici e teorici in ambiti chiave come agricoltura, allevamento, apicoltura e meccanizzazione agricola.
Un dato particolarmente significativo è la forte partecipazione femminile: in alcuni corsi, le donne hanno rappresentato oltre l’80% degli iscritti. Questo significa non solo formazione, ma anche emancipazione e maggiore equilibrio sociale.
Grazie al contributo italiano, il centro ha potuto potenziare le proprie attività con nuove attrezzature – come seminatrici di precisione – migliorando la produttività agricola e la qualità della formazione.
Risultati concreti, prospettive durature
I risultati del progetto parlano chiaro:
• 9.150 beneficiari complessivi raggiunti nel 2024 attraverso il programma ''Case Aperte''
• 3.568 persone supportate direttamente grazie alla raccolta di Bolzano
• 27 realtà locali rafforzate
• 366 giovani formati nel centro di Alito
Ma oltre ai numeri, emerge un elemento fondamentale: la sostenibilità.
Formare giovani agricoltori, migliorare le tecniche produttive, creare opportunità di reddito significa ridurre la dipendenza dagli aiuti e costruire comunità più resilienti.
È un cambiamento che non si esaurisce nel breve periodo, ma si consolida nel tempo.
Il valore del contributo italiano
Per chi ha donato, partecipato o sostenuto questo progetto, è importante sapere che ogni contributo ha avuto un ruolo preciso in questo processo. Dalle raccolte nei supermercati fino all’invio dei container, dal supporto economico alla partecipazione volontaria: tutto si è trasformato in azioni concrete, visibili e misurabili sul campo. Non si tratta solo di ''aiutare'', ma di essere parte di un percorso condiviso che vuole generare un cambiamento reale.
Un ponte che continua
Il progetto 2024 conferma che la collaborazione tra comunità italiane e realtà locali ugandesi è molto più di un intervento solidale: è un’alleanza.
Un’alleanza che unisce competenze, risorse e visioni, e che dimostra come la cooperazione internazionale possa produrre risultati duraturi quando è basata su fiducia, continuità e coinvolgimento diretto.
Il ponte tra Bolzano e l’Uganda è solido. E, grazie al contributo di tanti, continua a costruire futuro.
Vuoi saperne di più? Leggi il report del nostro intervento.