10 apr, 2026
Il primo ad aderire alla campagna ''30 pozzi per 30 scuole'' avviata per celebrare i 100 anni della nascita del fondatore don Vittorione Pastori è stato il vescovo della diocesi di Piacenza-Bobbio Adriano Cevolotto.
«È un’idea che è nata un po' da me, ma che poi ha trovato consenso nei miei familiari - spiega al riguardo il vescovo - l’insegnamento maggiore che abbiamo ricevuto sia dal papà che dalla mamma e poi anche da mio fratello è il fatto che la vita vada donata: è un insegnamento che abbiamo ricevuto, ma che in fondo abbiamo sempre coltivato e respirato all’interno della nostra famiglia. È una sorta di dono e il fatto che potesse anche concretizzarsi con un segno tangibile, un pozzo da perforare in Uganda, ci è parso un modo naturale e coerente per ricordare i nostri familiari».
Monsignor Cevolotto era sceso in Uganda tre anni fa con Africa Mission, seguendo da vicino i progetti e le attività che impegnano il Movimento da 54 anni: non è un caso che proprio lui abbia aperto le celebrazioni dell’anniversario della nascita di don Vittorione a Piacenza lo scorso 15 aprile.
Sulla scorta di un viaggio missionario compiuto con Africa Mission lo scorso febbraio, anche Anna e Marco Bertoncini, coppia di volontari piacentini, ha deciso di contribuire alla campagna donando un pozzo: «La prima cosa che mi ha colpito è vedere tutta la merce esposta in strada nei mercati, non siamo abituati – ha ammesso Anna durante un incontro svoltosi nella sede di Piacenza del Movimento - una società viva, molto povera ma in cui i bambini crescono contenti. Il primo impatto è quello di entrare in un altro mondo: ma le persone sono accoglienti, ti senti a casa. Quando sei in Italia e senti raccontare delle attività portate avanti da Africa Mission non le vivi fino in fondo: quando le vedi ti restano dentro. Tutto ciò che viene portato giù è importante e viene utilizzato. Sono stata contenta di avere fatto questa esperienza e mi ha fatto capire molte cose».
«All’inizio ci si immagina una vacanza lunga in una parte dell’Africa che non avevamo mai visto - spiega Marco - poi arrivi in Karamoja, inizi a vedere plastica dappertutto, non c’è acqua, non ci sono case ma capanne, nella savana vedi il cambiamento di vita e abitudini. È un’esperienza bella e umana ma difficile da accettare, tuttavia necessaria».
Qui trovi più info sulla nostra campagna ''30 pozzi per 30 scuole''.
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